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Sara, Jacopo, Jonas e Antoinette si sono conosciuti presso i conservatori di Utrecht e Amsterdam e hanno lavorato insieme in vari ensemble, come il Furor Musicus e la Nieuwe Philharmonie Utrecht, prima di fondare il Gut String Quartet nel 2022.
Il Gut String Quartet si concentra principalmente sul repertorio meno conosciuto per quartetto d’archi.
Nel progetto “In copisteria del Conte” l’ensemble ha fatto il suo debutto discografico incidendo i due quartetti di Pietro Nardini attribuiti a Hoffmeister. È in produzione un progetto discografico con l’etichetta olandese GLOBE dedicato alla famosa “Mannheimer Schule”, nucleo musicale nato nella corte palatina di Mannheim sotto la guida di Johann Stamitz.
Antoinette Lohmann è sempre stata attiva in diversi campi musicali e ha collaborato con diversi ensemble e orchestre. Attualmente è attiva soprattutto nel campo della pratica esecutiva storicamente informata come violinista e violista e mostra anche un grande interesse per gli strumenti meno comuni, come la viola d’amore, la viola pomposa, il violino piccolo, il violino tenore.
Ha una predilezione per il repertorio sconosciuto, in particolare per quello olandese. Ha pubblicato
CD di sonate di Joseph Martin Kraus, Margarethe Danzi e Belle van Zuylen. Con l’ensemble Furor Musicus, che ha fondato nel 2008, ha pubblicato diverse registrazioni, tra cui le sonate per violino op. 1 & 2 del compositore barocco olandese Jacob Nozeman del XVIII secolo e un CD di arrangiamenti e ricostruzioni di opere di J.S.Bach. Antoinette è docente di violino barocco presso il Conservatorio di Amsterdam e il Conservatorio di Utrecht.
Jonas Krebs suona il violino e la viola
prediligendo la musica barocca, classica e romantica. Ha ricevuto le prime lezioni di violino presso i conservatori di Zurigo e Losanna e
successivamente ha studiato alla Hochschule der Künste Bern con Corina Belcea, Meret Lüthi (violino barocco) e il Prof. Kai Köpp (ricerca) dove si è laureato con lode nel 2022.
Jonas si sta concentrando sullo studio della prassi esecutiva storica e si è recentemente diplomato presso il Conservatorium van Amsterdam.
Suona regolarmente in ensemble come Les Passions de l’Âme, Anima Eterna, l’Orchestra del Settecento, Holland Baroque, Arte Frizzante e in vari gruppi di musica da camera.
Jonas ha arricchito la sua conoscenzas partecipato a masterclass con Mayumi Hirasaki, Petra Müllejans, Rachel Podger, Reinhard Goebel, Hansheinz Schneeberger e Sigiswald Kuijken.
Oltre all’interesse per i diversi stili e alla ricerca sulla pratica esecutiva, Jonas si diverte a portare la musica del passato nel presente.
Suona un violino costruito da Pieter Rombouts ad Amsterdam intorno al 171
Sara de Vries inizialmente ha studiato psicologia, ma pochi anni dopo aver conseguito la laurea triennale si è dedicata allo studio del violino storico e viola. Ha studiato con Antoinette Lohmann e nel 2017 ha completato con successo il master presso il Conservatorio di Utrecht. Sara suona regolarmente come violinista e violista con la Nieuwe Philharmonie Utrecht, la Barokopera Amsterdam ed ensemble all’estero come Cantus
Thuringia e Oslo415. Ama la musica da camera e prova grande piacere nel ricoprire diversi ruoli in ensemble, sia al violino che alla
viola. Con il suo quartetto d’archi e il suo trio si concentra sul repertorio più sconosciuto del Settecento e del primo Ottocento.
Jacopo Ristori ha conseguito il diploma a Genova con Nevio Zanardi e il master ad Alessandria con Claudio Merlo nel 2010. Importante è stato l’incontro con Antonio Meneses con il quale ha studiato per due anni e ha ulteriormente migliorato le sue capacità tecniche e musicali. Jacopo ha lavorato come violoncellista freelance in Italia per molti anni, durante i quali ha sviluppato un interesse per la prassi esecutiva storica.
Nel 2016 si è trasferito nei Paesi Bassi per studiare con Viola de Hoog al Conservatorio di Utrecht.
Ha approfondito e ampliato le sue conoscenze e nel giugno 2019 ha conseguito il master in violoncello storico con la lode dell’intera giuria (ha particolarmente colpito il suo arrangiamento e la sua esecuzione del concerto per violoncello di Schumann). Durante gli studi a Utrecht, Jacopo ha studiato anche violone in sol per avvicinarsi meglio al ruolo del basso nella musica del XVII secolo – essendo il violoncello uno strumento relativamente nuovo.
Attualmente Jacopo vive nei Paesi Bassi dove lavora come freelance con vari ensemble come Concerto Köln, Apollo Ensemble, Amsterdam Baroque Orchestra e la Nieuwe Philharmonie Utrecht diretta da Johannes Leertouwer. Nel 2024 è uscito il suo primo lavoro discografico con l’etichetta Snakewood Editions: “In copisteria del Conte”, che lo vede esecutore, ideatore e direttore artistico. Il progetto mira a valorizzare il prezioso fondo antico del Conservatorio N. Paganini di Genova, riscoprendo musica dimenticata e ad oggi inedita. Jacopo suona un violoncello Bavarese, costruito intorno al 1780.
Progetti
Il quartetto d'archi nella 'Mannheimer Schule'
Sotto il regno del Conte Palatino Carlo Teodoro, alla Corte di Mannheimer si formò un importante centro culturale tra il 1743 e il 1778, dove ci fu spazio per lo sviluppo di una straordinaria tradizione orchestrale e compositiva. Johann Stamitz (1717-1757) divenne concertatore della cappella di corte nel 1743 ed è considerato il fondatore musicale di quella che oggi chiamiamo Mannheimer Schule. Sotto la sua guida, la cappella di corte crebbe fino a diventare l’orchestra più acclamata d’Europa dell’epoca. Alcuni dei musicisti cominciarono a lavorare nell’orchestra come Accesist (apprendisti), come i violinisti e compositori Cannabich, von Winter, Fränzl e gli stessi figli di Stamitz, Anton e Carl. Molti orchestrali componevano musica anche per la corte. I figli degli orchestrali cresciuti a corte, finivano spesso per rientrare nell’orchestra. Di fatti, l’orchestra formava i propri musicisti e suonava la propria musica, creando un’unità e uno stile sviluppati dall’interno. Con il trasferimento della Corte a Monaco nel 1778, la Corte si frammentò così come anche la sua orchestra. Sebbene lo stile dei Mannheimers sia classificato nei libri come il cosiddetto stile preclassico, è chiaro che si trovi ai piedi di quello che oggi è considerato lo stile classico: per varie ragioni, il periodo cosiddetto classico è diventato appannaggio dello stile viennese, mettendo così in oscuro la musica e lo stile di altri brillanti compositori attivi nel resto dell’Europa in quel periodo.
Programme
Franz Xaver Richter (1709-1789)
String quartet opus 5/2 in B-flat major (1757)
Poco Allegretto, Poco Andante, Fugato
Christian Cannabich (1731-1798)
String quartet opus 5/2 in e minor (1773)
Andante moderato, Allegro
Anton Stamitz (1750-? (between 1796/1809)
String quartet book 8/5 in B-flat major (published between 1782 and 1786)
Allegro, Rondo
Peter (von) Winter (1754-1825)
Book 3/2 in re minore, ca. 1800
Largo, Tempo di Menuetto Majore, Rondo Finale Allegro
Ferdinand Fränzl (1767-1833)
String quartet opus 1/6 in D major (1790)
Allegro con brio, Andante un poco Adagio, Rondò scherzando
In copisteria del Conte
“In Copisteria del Conte” è un progetto discografico nato da due esigenze: la prima è quella di riportare alla luce musiche pressoché sconosciute alle orecchie di oggi, mentre la seconda è quella di raccontare il fermento musicale di una città di interesse europeo, come Genova, nella seconda metà del XVIII secolo, attraverso la produzione raccolta e trascritta dalla fervida attività della più importante copisteria genovese dell’epoca. Il Gut String Quartet ne ha fatto parte, registrando due quartetti attribuiti a Pietro Nardini dal conte Taccoli, proprietario della copisteria.